Piramide di Carroll: responsabilità sociale d’impresa spiegata bene
Parlare di responsabilità sociale d'impresa, per quanto possa sembrare strano, è difficile perché le persone non hanno ben in mente di che cosa si stia parlando, si confondono i termini, e si pensa solo ad una piccola parte delle azioni richieste alle aziende, più o meno grandi, per poter essere definite “responsabili”.
Ho voluto fare una ricerca specifica della materia perché credo che sia quanto mai attuale e credo che, dopo aver letto l’articolo, ripenserai anche tu alle aziende in modo un po’ diverso…
Con gli esempi, la definizione e la spiegazione di tutti i "gradini" della piramide di Carroll ti sarà tutto molto chiaro.
Non ti faccio perdere altro tempo e ti lascio alla parte “ciccia” del mio articolo 😏
Indice
Definizione di responsabilità sociale d'impresa
Dare un’unica definizione di responsabilità sociale non è cosa facile visto che negli anni si sono susseguite diverse definizioni, aggiustamenti e interpretazioni alle precedenti definizioni.
Questo ha portato ad avere molteplici aspetti analizzati e dibattuti della Corporate Social Responsability (CSR).
Gli stimoli economici, sociali, ambientali e politici hanno senz’altro dato adito ad approfondimenti e sviluppi che sono tutt’ora in continua evoluzione.
Le prime linee guida
Dovendo dare una definizione di responsabilità sociale di impresa, si può partire da quella del Libro Verde dell’Unione Europea che la definisce:
L’integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali ed ecologiche delle imprese nelle loro operazioni commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate.
Essere socialmente responsabili significa non solo soddisfare pienamente gli obblighi giuridici applicabili, ma anche andare al di là investendo “di più” nel capitale umano, nell’ambiente e nei rapporti con le altre parti interessate.
Libro verde dell'Unione Europea
Come si può ben notare l’attenzione non si pone più solo su meri aspetti economici o di profitto “a qualsiasi costo” ma si parla di rapporti con le parti interessate intendendo non solo gli azionisti, i fornitori ed i clienti ma anche i dipendenti, la società, le comunità circostanti, i sindacati, gli enti pubblici ecc. insomma, chiunque abbia interesse in merito quindi una visione rivolta a tutti gli stakeholder.
Un secondo aspetto da sottolineare è quello di “investimento” ovvero qualcosa che fa spendere all’azienda (talvolta anche molto) in un primo momento in previsione di un ritorno non solo in termini economici ma, principalmente, in termini di immagine, di azioni positive per il pianeta e per la società in generale.
La piramide di Carroll: definizione completa
Tuttavia anche questa definizione è stata superata ed integrata da un’altra definizione dell’Unione Europea che, nel 2011 ridefinisce la responsabilità sociale di impresa aggiungendo:
Il rispetto della legislazione applicabile e dei contratti collettivi tra le parti sociali rappresenta un presupposto necessario per far fronte a tale responsabilità.
Per soddisfare pienamente la loro responsabilità sociale, le imprese devono avere in atto un processo per integrare le questioni sociali, ambientali, etiche, i diritti umani e le sollecitazioni dei consumatori nelle loro operazioni commerciali e nella loro strategia di base in stretta collaborazione con i rispettivi interlocutori.
Unione Europea
Come si può vedere, ancora una volta viene sottolineata l’importanza dell’integrazione di aspetti sociali, ambientali etici, dei diritti umani ed in particolare del mercato del lavoro, del trattamento che viene riservato ai lavori, delle condizioni di lavoro (incluso il tema della sicurezza sul lavoro) come affermato anche da studi e testi precedenti quali la piramide di Carroll.
Un importante contributo, per non dire proprio il più importante in termini di CSR è quello di A.B. Carroll che, nel 1979 mette a punto quella che si può definire “la pietra miliare” in tema di responsabilità sociale.
Le 4 responsabilità fondamentali
Carroll identifica quattro responsabilità fondamentali che, in ordine logico e di importanza, vanno a comporre la piramide della responsabilità sociale.
Nel 1991 Carroll aggiunge delle precisazioni che specifichino meglio quelli che sono gli aspetti etici e filantropici delle aziende cercando di spiegare bene la differenza tra i due concetti che, solo apparentemente, possono sembrare sovrapponibili e creare quindi confusione e fraintendimenti.
Partendo dalla base troviamo: la responsabilità economica, quella legale, quella etica ed infine la filantropica.
Responsabilità economica
Alla base della piramide c’è quello che riguarda l’aspetto fondamentale o fondante delle aziende ovvero perseguire risultati economici positivi e remunerare gli stakeholder primari.
Questo viene rappresentato come fondamenta della piramide e quindi anche delle aziende infatti è ciò che ci si aspetta da esse.
Le imprese dovrebbero produrre beni e servizi e metterli sul mercato ad un prezzo equo riuscendo a remunerare gli stakeholder primari e a garantire un utile.
Responsabilità legale
Sul secondo gradino della piramide troviamo la responsabilità legale delle imprese.
Le aziende devono e possono operare esclusivamente seguendo quelle che sono le leggi della nazione di appartenenza sia in termini di ciclo di produzione che per quanto riguarda il trattamento del personale, le leggi in materia di sicurezza, di smaltimento dei rifiuti, e l’adempimento agli obblighi fiscali e contributivi.
Nella piramide viene sottolineata la responsabilità legale perché, anche se può sembrare superfluo, purtroppo capita che ci siano dei “buchi normativi” che lasciano troppa discrezionalità di interpretazione alle aziende che si traduce in comportamenti al limite della legalità difficili da individuare, contrastare e sanzionare.
Responsabilità etica
Salendo sul terzo gradino troviamo la responsabilità etica che riguarda proprio gli aspetti legati alla società e a ciò che è più giusto fare o non fare pensando oltre i confini dell’azienda ovvero allargando la prospettiva verso la collettività che la circonda, i bisogni che possono sorgere magari in determinati luoghi e non in altri ma che comunque “fanno bene” alla società.
L’azienda etica, avendo un ruolo fondamentale nella società, persegue determinati valori e li condivide con la società stessa.
Se ti stai chiedendo quali siano le aziende più etiche di quest'anno ti lascio il link qui.
Responsabilità filantropica
Da non confondere con la responsabilità etica, sull’ultimo gradino troviamo la responsabilità filantropica che riguarda tutte quelle azioni che l’azienda fa volontariamente e senza scopo di lucro per migliorare le condizioni di vita di tutta la società a partire dai dipendenti interni fino alla collettività più lontana.
Ne sono esempi la costruzione di asili nido all’interno delle aziende, le donazioni fatte ad ospedali o enti caritatevoli, le donazioni alle scuole in denaro o materiale scolastico (fotocopiatrici, stampanti, computer ecc.)
La piramide di Carroll: il suo pensiero
Carroll ordina bene tutti gli aspetti da quelli fondamentali a quelli più auspicabili che portano l’azienda a far in modo che la crescita non sia solo interna (massimizzazione dei profitti) ma allargata all’intera società.
Le aziende dovrebbero assumersi la loro parte di responsabilità di tutto ciò che accade nel contesto di riferimento e cercare, col proprio operato, di agire nel miglior modo possibile migliorando le condizioni di tutti i cittadini.
Questo grande sforzo che si richiede all’impresa verrebbe ripagato prima di tutto in termini di sostenibilità ambientale ma anche, e non meno importante, in termini di competitività sul mercato in quanto i consumatori, che sono sempre più informati e vogliono sapere sempre di più come vengono prodotti i beni che troviamo sul mercato, sono anche più esperti nel riconoscere quelle che sono pratiche consapevoli e responsabili che fanno appunto bene alla società o meno.
E con questo ti ho presentato l'intera carrellata di "responsabilità" che le aziende dovrebbero considerare.
Se ti interessano questi argomenti, puoi approfondire con questo articolo sul greenwashing.
Conclusioni
Se è la prima volta che leggi un mio articolo magari non lo sai, ma io sono particolarmente legata a questi temi.
La responsabilità sociale d'impresa per me è un tema fondamentale e sui cui lavoro molto anche quando vado come consulente nelle diverse aziende con cui lavoro.
Ne parlo sempre tant'è che il marketing etico e responsabilità sociale sono i mei valori guida.
Non sai come applicarli al meglio?
Seguimi e fatti scegliere eticamente.
Alla prossima ❤

Sara Venturi - Business &
Personal Brand Strategist






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