Il marketing etico: il tuo vero superpotere

di Sara Venturi | Lug 5, 2021 | Marketing

Il marketing etico: il tuo vero superpotere

 

Di recente si sente parlare di marketing etico sempre più spesso e questo non può che rendermi felice.

Credo che il comportamento etico delle persone e di conseguenza delle imprese, sia la base per uno sviluppo economico e personale sostenibile e per tentare di rimediare ai danni che fino ad oggi sono stati fatti al nostro magnifico pianeta.

Se pensi che parlare di marketing etico sia comunicare che l’impresa ha installato i panelli solari sappi che non è così… e per fortuna! A meno che tu non voglia cadere in uno dei 7 peccati del greenwashing!

Sicuramente, quando possibile è importante installare i pannelli solari ma non si riduce tutto a questo.

Il marketing etico è molto di più e oggi voglio proporti un punto di vista più ampio che potrebbe farti ripensare al concetto di marketing etico come lo hai sempre pensato 😊

Indice

Cos’è il marketing etico?

 

Come per la maggior parte dei concetti relativi al marketing, Kotler ha messo lo zampino anche in questo argomento… e ha fatto bene!

Philip Kotler sostiene che in azienda influiscono sia fattori interni che fattori esterni sull’eticità del marketing:

I fattori interni sono controllabili dall’impresa e quindi dai manager che la gestiscono e che prendono le decisioni mentre i fattori esterni, ovviamente, sono meno controllabili da parte dell’azienda ma devono assolutamente essere presidiati, analizzati e controllati costantemente per poter determinare la strategia migliore.

I fattori interni del marketing etico

 

  • Cultura aziendale
  • Leadership
  • Visibilità dell’impresa
  • Reciprocità collettiva

Vediamoli meglio uno alla volta.

Quando si parla di cultura aziendale non si fa riferimento ai cartelloni che spesso si vedono all’interno delle aziende con una serie di regole che, almeno in teoria, dovrebbero essere rispettate da tutti e non vengono mai comunicate a dovere ma si tratta, appunto, di una cultura che deve essere spiegata, condivisa e seguita da tutti all’interno dell’impresa.

La parola cultura fa capire subito che non si può ridurre ad una regola che ti dico di seguire ma è qualcosa che si crea nel tempo, che si migliora nel tempo e si radica all’interno di tutte le persone che lavorano in una determinata azienda.

Il primo esempio, ovviamente, deve venire dalla dirigenza e dai manager altrimenti è come quando un genitore spiega al figlio che il fumo fa male quando lui stesso fuma… poco credibile no? 🙄

La leadership non è qualcosa di semplice da spiegare in poche righe ma c’è una frase che a mio parere riassume perfettamente quello che si intende per leadership:

Assumi una persona che sia più brava di te non per dirle cosa dovrà fare ma perché sia lui/lei a dirti cosa fare.

Avere il controllo è un conto, voler avere l’ultima parola comunque “perché sei il/la boss” è controproducente.

Un buon leader espone il problema, ricerca la persona migliore sul mercato perché lavori al suo problema e con questa lo risolve.

Se fosse stato in grado di risolvere il tutto, non avrebbe semplicemente fatto prima a farlo?

Ti lascio il link al video di Montemagno “come comportarsi da vero leader” che spiega esattamente cosa si intende per leadership con tanto di esempi, semplicemente fantastico!

Quando si assumono persone nuove in azienda, non ci si deve limitare a pensare di poterle controllare a vista mentre lavorano perché è sicuramente poco motivante e controproducente.

Prova a pensare, come ti sentiresti se sapessi di essere costantemente sotto la lente di ingrandimento della dirigenza mentre lavori?

La sentiresti la pressione? Se non sei una macchina molto probabilmente sì! 😅

Quando si parla di visibilità dell’impresa si fa riferimento a tutto il lavoro che deve essere fatto nel lungo periodo per creare un’immagine d’impresa positiva, trasparente e coerente con la fundamental entity.

L’immagine di impresa fa in modo che le persone emettano dei giudizi sull’impresa stessa, che sia attraente o meno per il mercato del lavoro e per tutti gli stakeholders.

I fattori esterni per il marketing etico

 

Per quanto riguarda i fattori esterni, ci sono 4 ambiti a cui fare riferimento:

  • Diritti umani
  • Lavoro
  • Ambiente
  • Lotta alla corruzione

Come vedi si tratta di argomenti molto vasti ed importanti che sono stati definiti dal codice etico aziendale.

Ti lascio il link al codice etico di Barilla così potrai vedere che non si tratta solo di una semplice paginetta con due regole scritte alla bene e meglio per far contento qualcuno ma che è un vero e proprio statuto aziendale che deve essere trasmesso, condiviso e rispettato da tutte le persone che operano in azienda.

Argomenti come l’uguaglianza delle opportunità per genere, etnia e religione, le condizioni di lavoro e l’ambiente, se ci pensi, sono argomenti che potrebbero richiedere degli interi trattati anche se siamo nel 2025.

Ci sono ancora molte, troppe aziende che al colloquio chiedono alle donne se hanno intenzione di avere dei figli perché si sono appena sposate, datori di lavoro che chiedono la situazione famigliare prima di decidere se assumerti o meno.

Ecco questi sono solo la punta di un iceberg rispetto a tutto quello che accade, ancora oggi, nei paesi dell’industria 4.0 che vogliono essere considerati come paesi civili.

Suggerimenti pratici per un marketing etico

 

Se davvero le imprese si vogliono distinguere e fare la differenza devono avere dei comportamenti etici.

Questo, spesso e volentieri comporta dei costi, specie all’inizio ed è il motivo principale per cui le imprese tendono a rimandare fino a che una legge non impone qualcosa di concreto al quale doversi adeguare.

Ecco qualche suggerimento:

  • Se hai riscontrato problemi sui prodotti fai una campagna di richiamo e sostituiscili o riparali a dovere, non temere il giudizio del cliente. Sarebbe peggio se il cliente scoprisse in un secondo momento che non l’hai fatto e hai lasciato che accadesse il peggio per preservare magari dei margini di guadagno su componenti scadenti.
  • Tieni a mente il principio di uguaglianza: tratta le persone allo stesso modo indipendentemente da fattori quali il genere, la religione, l’etnia o l'orientamento sessuale.
  • Sii trasparente: l’onestà paga sempre.
  • Tutela al massimo l’ambiente e lavora perché il ciclo di produzione impatti sempre meno negativamente sull’ambiente.
  • Ricordati che la comunità che ti ospita risente delle tue scelte ma, allo stesso modo, potrebbe favorire la tua crescita. Fai in modo che ci siano scambi positivi, in tutto e per tutto.

Io credo che un’azienda dovrebbe essere fiera di aver investito, e non speso, per implementare un marketing etico perché nel lungo periodo si avranno solo soddisfazioni.

Nella mia visione il marketing etico permette di potersi guardare allo specchio la sera con la coscienza pulita... e questo NON HA PREZZO!

Sapere di aver fatto la cosa giusta, di aver contribuito a creare un ambiente migliore dentro e fuori dall’impresa ha un valore inestimabile anche agli occhi dei consumatori, dei clienti attuali e soprattutto dei potenziali che magari ti vedono con occhi diversi e ti percepiscono come migliori proprio per quelle azioni che hai fatto.

Un esempio che mi piace citare è quello dell’impresa Tod’s che ha contribuito al restauro del Colosseo a Roma.

Se leggi i numeri sono da capogiro; eppure, non si tratta di ricavi ma di soldi che l’impresa ha sborsato per il bene della comunità tutta.

Credi davvero che questo non gli faccia comunque una buona pubblicità?

Credi davvero che questo non faccia sì che l’impresa sia vista con occhi benevoli?

Questa operazione, oltre ad essere imponente e molto bella per tutti, poterà sicuramente dei vantaggi incredibili ad un’impresa italiana che vende nel mondo.

Conclusioni

 

Se non si fosse capito per me il marketing etico è alla base di tutte le strategie e della visione che porto regolarmente in azienda e nei progetti che seguo.

Definirei il marketing etico come "la vocina buona" che dovresti ascoltare ogni volta che stai per cedere...

Sai quando arriva il fornitore che ti propone i componenti a 2 centesimi in meno della concorrenza senza però garanzie o con prodotti fatti sfruttando terre e persone "lontane"?

Ecco so che ti può sembrare di fare la figura della persona che non capisce nulla e non sa valutare il vantaggio economico che questa "fantastica operazione" comporterebbe ma ti posso garantire che quei soldi sporcherebbero il tuo nome, la tua reputazione e la tua coscienza.

Scusa se sono un po' brutale ma per me l'eticità e quindi il marketing etico sono un valore guida tanto da farne la "mia bandiera"

Ti ho incuriosito? Seguimi e fatti scegliere eticamente.

Alla prossima 

Firma Sara Venturi

Sara Venturi - Business &
Personal Brand Strategist

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