Come usare lo storytelling: il superpotere del personal brand

da | Lug 14, 2025 | Comunicazione

Come usare lo storytelling per il personal branding

 

Hai presente quando stai per scrivere un post, una bio, o anche la tua pagina “Chi sono” e ti blocchi perché… non sai da dove cominciare?

Ti sembra di avere tante cose da dire, ma nessuna davvero interessante.
Oppure peggio: inizi a raccontare la tua storia ma ti sembra di suonare noioso/a, scontato/a, uguale a mille altre persone.

Ecco, è qui che entra in gioco lo storytelling.

Storytelling non come “tecnica da manuale” o come moda del momento che, diciamocelo, ormai sembra che lo storytelling lo debbano fare pure i gatti su Instagram.

Parlo di quello vero: quello che funziona, che crea connessione, che fa dire a chi legge “ehi, ma questa persona potrei essere io”.

Storytelling non vuol dire inventare storie, né romanzare la tua esperienza per renderla più “instagrammabile” 😅

Vuol dire raccontarti in modo autentico, ma strategico.

Trovare il tuo filo rosso e usarlo per far capire chi sei, perché fai quello che fai, e perché una persona dovrebbe scegliere te, e non qualcun altro.

In questo articolo vediamo proprio questo: cos’è lo storytelling, quando serve, perché non è la stessa cosa del copywriting e, soprattutto, come usarlo bene nel tuo personal branding (senza impazzire e senza sembrare un libro di auto-aiuto mal riuscito).

Sei pronto/a?
Partiamo da quello che è (e non è) lo storytelling 💪🏻

Cos’è lo storytelling e perché è importante nel personal branding

 

Partiamo dalle basi.

Lo storytelling non è solo una tecnica di scrittura: è una modalità di comunicare che affonda le radici nel modo in cui noi esseri umani capiamo il mondo.

Quando racconti una storia, non stai semplicemente condividendo informazioni. Stai dando contesto, emozione, significato. Stai creando connessione.

Nel personal branding, questa connessione è tutto.

Perché le persone non scelgono solo in base alle competenze, quelle si danno quasi per scontate. Ti scelgono perché si riconoscono in ciò che racconti.

Perché in mezzo a tante proposte simili, vedono nella tua storia qualcosa di vero, qualcosa che parla anche di loro.

Attenzione, però.

Fare storytelling non significa raccontare tutta la tua vita dalla terza elementare in poi.

Non serve (e spesso è controproducente).

Il punto non è la quantità di esperienze, ma la coerenza con il messaggio che vuoi trasmettere.
È questo che rende lo storytelling uno strumento strategico e non solo creativo.

Ed è qui che arriva la differenza rispetto al copywriting, che è più orientato alla persuasione e alla conversione.

Lo storytelling lavora prima: ti rende riconoscibile, memorabile, affidabile.

Ti posiziona nel cuore e nella testa delle persone giuste, ancora prima che clicchino su “Acquista” o “Scrivimi”.

Usato bene, può cambiare radicalmente il modo in cui le persone percepiscono il tuo lavoro.

Non sei più “uno/a tra tanti/e”, ma quello/a con la storia che mi è rimasta impressa.

Ecco perché lo insegno sempre anche nel mio percorso di affiancamento PERSONAL BRAND ME  🎇

Quando usare lo storytelling nel business e nei contenuti

 

Lo storytelling non è un ingrediente da mettere ovunque, sempre e comunque. Ma ci sono momenti in cui usarlo può davvero fare la differenza.

Quando presenti te stesso/a o il tuo brand

 

La sezione “Chi sono” del tuo sito o il post con cui ti presenti sui social non dovrebbero essere un elenco di competenze tipo CV in miniatura.

Raccontare perché fai quello che fai, da dove arrivi, cosa hai imparato nel percorso crea legame.
E spesso è proprio qui che le persone decidono se fidarsi oppure no.

Esempio pratico:
Se sei una consulente di benessere e scrivi “Sono laureata in psicologia e ho 10 anni di esperienza”, ok.
Ma se racconti che hai vissuto in prima persona un momento difficile, hai trovato strumenti per affrontarlo, e oggi aiuti le persone a fare lo stesso… ecco, quella è un’altra cosa.

Non è solo competenza, è empatia. È verità. È posizionamento.

Quando spieghi cosa fai (senza sembrare un robot)

 

Ci sono mestieri, soprattutto nei servizi digitali, che sembrano tutti uguali se spiegati in modo tecnico.

Lo storytelling ti aiuta a far capire come lavori tu, cosa ti distingue e che tipo di trasformazione offri.

Esempio:
“Creo siti web responsive e ottimizzati SEO” non comunica nulla di unico.

“Progetto spazi digitali che fanno sentire a casa i tuoi clienti, anche se non ti hanno mai vista di persona” è già un racconto. E racconta molto di più.

Quando vuoi coinvolgere in un contenuto (post, reel, newsletter…)

 

Aprire con un piccolo episodio personale, con una situazione reale che chi legge può riconoscere, è spesso molto più efficace che partire con una regola, una lezione o una call to action.

Il racconto funziona come un uncino: cattura l’attenzione, genera empatia, predispone all’ascolto.

Esempio:
Invece di scrivere “3 errori da evitare nel pricing”, potresti iniziare con:

“Il primo prezzo che ho messo ai miei servizi era talmente basso che il cliente mi ha chiesto: ‘Scusa, ma c’è qualcosa che non funziona?’”

Racconti → Connetti → Spieghi. È un flusso naturale, e funziona.

Se tutto ti sembra un po’ strano e difficile, continua a leggere e troverai esempi e tecniche per applicare il tutto correttamente.

Se invece senti che è il momento di dare una direzione diversa al tuo business ma non sai da dove partire, approfitta della mia consulenza strategica LA BUSSOLA e ritrova la tua direzione 🧭

Perché lo storytelling è utile nel marketing e nella comunicazione

 

Nel mondo della comunicazione, soprattutto online, ci siamo un po’ abituati ai “trucchi”.

Funnel, urgenze finte, titoli acchiappa-clic, testimonial da copione… tutto finalizzato a vendere a ogni costo.

Lo storytelling, quello fatto bene, è l’antidoto.

Non è una strategia per manipolare, ma per connettere. Non punta a spingere, ma a far avvicinare.

E per chi come te (e me) vuole lavorare in modo etico e rispettoso, diventa uno strumento prezioso.

Ma vediamo bene perché è importante usare lo storytelling:

Raccontare crea fiducia (se non racconti favole)

 

Una storia vera – anche semplice – mostra chi sei, quali sono i tuoi valori, che tipo di esperienza puoi offrire.
E questo è il primo passo per costruire fiducia.

Perché le persone non si fidano di chi urla, ma di chi si mostra umano. Di chi racconta senza maschere.

Esempio reale:
Una professionista che parla apertamente di un fallimento iniziale nel suo percorso, e racconta come ne è uscita, può ottenere molta più credibilità di chi si presenta come infallibile dal giorno uno.

Una buona storia vende senza vendere

 

Attenzione: lo storytelling può vendere. E pure bene.

Ma non lo fa nel modo diretto a cui ci hanno abituati. Non urla “compra ora”, ma accompagna la persona a capire perché quella cosa è utile per lei.

Esempio concreto:
Invece di dire “con il mio servizio di personal branding capisci come posizionarti online”, potresti raccontare la storia di una cliente che, dopo mesi di confusione, ha trovato una direzione chiara grazie al percorso fatto con te.

Chi legge si riconosce, capisce che puoi aiutarlo e sarà molto più incline a scriverti.

Una comunicazione più umana è anche più sostenibile

 

Spingere sempre, vendere sempre, sembrare perfetti sempre… è estenuante.

Per chi comunica e per chi ascolta.

Lo storytelling, se lo porti nel tuo marketing con coerenza, ti permette di alleggerire il carico.
Di dire meno, ma dire meglio. Di farti scegliere, non di rincorrere.

Le tecniche di storytelling da conoscere e usare

 

Lo storytelling non è improvvisazione. È una disciplina con radici antiche e strumenti ben precisi, che si possono imparare e applicare anche se non fai la scrittrice o il copywriter.

È quello che fa passare un messaggio da “carino” a indimenticabile.

Vediamo alcune delle tecniche fondamentali, con esempi applicati a professionisti reali:

Il Viaggio dell’Eroe

 

Un grande classico (da Joseph Campbell in poi): è la struttura narrativa più usata nei romanzi, nei film… ma anche nei contenuti di personal branding.

Il protagonista parte da una situazione di equilibrio → incontra un problema → affronta sfide → trova un alleato → cresce → torna cambiato.

Esempio – Personal trainer
Un trainer racconta il suo “viaggio”:
“Da ragazzino ero quello che odiava educazione fisica.

Nessuno lo direbbe vedendomi oggi, ma ho iniziato a correre perché avevo il fiatone dopo due rampe di scale. Quel giorno ho deciso che la mia forma fisica non avrebbe più deciso per me.”

Risultato: chi legge si riconosce. Si crea empatia. Il cambiamento è il ponte tra il professionista e il suo potenziale cliente.

La Metafora (e l’Allegoria)

 

La metafora è potente perché trasforma il concetto astratto in immagine concreta.

L’allegoria va oltre: una storia o un’immagine che rappresenta un messaggio più profondo.

Esempio – Avvocata civilista
Invece di dire “gestisco separazioni complicate”, può usare una metafora:
“Quando una barca si rompe, non ti serve chi urla ordini. Ti serve chi legge la mappa e sa rimetterla in rotta. È questo che faccio nei momenti di crisi dei miei clienti.”

Risultato: immediatezza e autorevolezza. La metafora semplifica e nobilita il servizio.

L’Antitesi

 

Mettere a confronto due situazioni opposte. È una figura retorica che cattura subito l’attenzione e genera riflessione.

Esempio – Nutrizionista
“Una volta, per me dieta voleva dire privazione. Oggi vuol dire ascolto.
Una volta mangiavo per paura. Oggi scelgo per amore di me.”

Risultato: mostra il cambiamento. Posiziona la professionista in modo umano ma solido.

Lo Show, don’t tell

 

Non dire che sei empatica, competente, strategica.
Mostralo, attraverso scene, dettagli, situazioni. Questa è la base dello storytelling: far vedere invece di raccontare in astratto.

Esempio – Coach di carriera
Invece di: “Accompagno le persone a scoprire la propria direzione”…
Scrive: “Francesca è entrata nella call con una frase: ‘Mi sento bloccata’.
Dopo 3 sessioni aveva già una lista di aziende in cui voleva mandare il CV e una nuova bio su LinkedIn.”

Risultato: concreto, vivido, credibile.

L’aneddoto simbolico

 

Un piccolo episodio reale che rappresenta qualcosa di più grande.
Funziona bene anche nei contesti più “seri”.

Esempio – Commercialista
“Una cliente mi ha detto: ‘Con te riesco a fare i conti anche con me stessa, non solo con le fatture’.
In quel momento ho capito che il mio lavoro non è solo calcolare, ma far sentire le persone in controllo.”

Risultato: autorità e umanità insieme.

Con queste tecniche puoi trasformare una presentazione noiosa in una narrazione avvincente, senza inventare nulla. Basta saper guardare alle storie che già vivi ogni giorno nel tuo lavoro, con l’occhio giusto.

Nel prossimo paragrafo possiamo affrontare quando usare lo storytelling (e quando invece no), per evitare l’effetto “racconto forzato” che a volte può addirittura allontanare.

Dove usare lo storytelling e dove no

 

Lo storytelling è uno strumento potente, ma come ogni strumento va usato nel contesto giusto. Non è la risposta a tutto. E no, non sempre è il modo migliore per comunicare.

Il suo valore sta nella capacità di creare connessione, trasmettere valori, rendere un messaggio più memorabile. Ma ci sono momenti e spazi in cui è più efficace, e altri in cui rischia di essere solo un esercizio di stile.

Dov’è utile usare lo storytelling:

 

  • Nella comunicazione del tuo brand
    Quando vuoi far emergere non solo cosa fai, ma chi sei, perché lo fai, da dove arrivi, che trasformazione puoi offrire.
    È uno strumento ideale per posizionarti e renderti riconoscibile nel tempo.
  • Nei contenuti che hanno l’obiettivo di ispirare, connettere, coinvolgere
    Che sia un post, una newsletter o una presentazione: se l’obiettivo è far sentire qualcosa, lo storytelling aiuta a costruire un ponte emotivo tra te e chi ti legge.
  • Nella fase iniziale della relazione con potenziali clienti
    Quando ancora non ti conoscono, una buona storia può creare fiducia, abbassare le difese, mostrare chi sei in modo autentico e non aggressivo.

Dove è meglio evitarlo (o limitarlo):

 

  • Quando serve chiarezza, velocità e precisione
    Se devi dare istruzioni, spiegare una procedura o presentare una nuova offerta, lo storytelling può rallentare e confondere. In quei casi, meglio un linguaggio più diretto e schematico.
  • Quando rischia di suonare forzato
    Se ti ritrovi a inventare storie solo per “fare storytelling”, si percepisce. E la percezione che arriva è quella di poca autenticità. Meglio scegliere altri approcci: un esempio concreto, un dato, una riflessione personale.
  • Se stai parlando a un pubblico molto tecnico o sotto stress decisionale
    In certi contesti (come una call di vendita molto orientata agli obiettivi, o una board con investitori), il tempo è poco e l’attenzione limitata. Lì contano più le informazioni che le emozioni.

Conoscere quando e perché usare lo storytelling ti rende non solo più strategica, ma anche più credibile.

Ti permette di dosare emozione e logica a seconda della situazione, senza cadere negli eccessi.

Perché il punto non è solo “raccontare storie”, ma usare la narrazione per aiutare le persone a capire meglio te, il tuo messaggio e il valore del tuo lavoro.

Conclusioni

 

Bene, siamo arrivati alla fine di questo articolo, spero tu abbia più chiaro cosa sia lo storytelling ma, per tua comodità ecco un breve recap per “unire i puntini”:

Lo storytelling non è (solo) l’arte di raccontare belle storie.

È una leva strategica di comunicazione che ti permette di costruire connessioni autentiche, far emergere la tua unicità e rendere memorabile il tuo messaggio.

Abbiamo visto che:

  • lo storytelling non è il copywriting, ma i due possono lavorare in sinergia per creare contenuti più efficaci;
  • può essere usato per costruire un personal brand solido, trasmettere valori e differenziarsi nel mercato;
  • ci sono tecniche narrative (come il viaggio dell’eroe, le metafore o le allegorie) che aiutano a rendere la tua comunicazione più coinvolgente;
  • va usato in modo strategico, solo quando serve davvero, e non come “effetto speciale” da usare sempre e comunque.

Conoscere le potenzialità dello storytelling ti aiuta a scegliere come raccontarti, cosa mettere in luce, che tono usare, quale parte della tua storia mostrare.

Ma soprattutto ti aiuta a farlo con autenticità.
Che è poi il modo migliore per comunicare chi sei davvero, senza forzature o maschere.

E ricorda: seguimi e fatti scegliere, eticamente.

Alla prossima

Firma Sara Venturi

Sara Venturi - Business &
Personal Brand Strategist

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